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15 luglio 2016

Il bambino perde sangue dal naso

Il bambino perde sangue dal naso

L’epistassi, ovvero la perdita di sangue dal naso, molto frequente nella popolazione (60% circa), ed è fonte di preoccupazione per i genitori dei piccoli bambini che ne sono affetti.
Al fine di poter intervenire, risolvendone la causa, è innanzitutto utile comprendere la reale eziologia che la determina.

Perché sanguina?

A livello della porzione anteriore del setto nasale vi è un’area ricca di vasi sanguigni denominata Locus Valsalvae, è spesso questa l’area da cui si verifica il sanguinamento legato a vari fattori:

  • irritazione della mucosa nasale e della parete vasale da parte di allergeni,
  • il bambino “tocca con il ditino” e si “gratta” dando origine alla formazione di una crosta che poi fatica a guarire,
  • irritazione della mucosa da parte di muco purulento legato a scarsa igiene nasale,
  • uso di corticosteroidi topici nasali,
  • eccessivo utilizzo di pompette di aspirazione nasale e siringhe per effettuare lavaggi nasali che appoggiate durante la manovra proprio nell’area maggiormente vascolarizzata.

Esistono anche cause, seppur rare, che non vanno sottovalutate, legate a patologie più importanti e gravi delle fosse nasali, generalmente monolaterali.

COSA FARE SE PERSISTONO EPISODI DI SANGUINAMENTO

Se gli episodi di sanguinamento sono ricorrenti e prolungati allora si rende utile una valutazione del distretto nasale, inizialmente con una rinoscopia anteriore, nei casi in cui questa non sia ritenuta sufficiente dal clinico può essere utile una valutazione endoscopica nasale con fibre ottiche flessibili che consentono una più completa visualizzazione in toto delle fosse nasali.

COME ARRESTARE L’EPISTASSI

Per arrestare l’emorragia, la manovra da effettuare nell’immediato è la compressione dall’esterno chiudendo entrambe le fossa nasali con la testa flessa in avanti, al fine di evitare l’inalazione del sangue, se non dovesse fermarsi con tale manovra, si può procedere con l’introduzione a livello della fossa nasale di un pezzo di garza orlata, imbevuta di acqua ossigenata e procedere successivamente alla compressione esterna come già indicato in precedenza.
Può essere utile di tanto in tanto soffiare il naso con vigore, al fine di espellere i coaguli ematici a livello della fossa nasale, che ritardano cosi l’arresto dell’emorragia e creano ostruzione nasale.

QUALE TERAPIA ?

Una volta risoltasi la fase acuta, può essere utile effettuare una terapia locale prolungata per almeno 1 mese con pomate emollienti rigeneranti la mucosa nasale e successiva rivalutazione orl al fine di procedere con una chemiocaustica con ac tricloroacetico, che viene effettuata a livello ambulatoriale. Si esegue in anestesia locale, introducendo del cotone imbevuto di lidocaina a livello della fossa nasale da trattare. Tale procedura può essere ripetuta anche 2 o 3 volte a distanza di 1 settimana.
Nel caso in cui vi sia una persistenza della sintomatologia si rende necessaria una procedura in anestesia generale con l’utilizzo di una pinza bipolare che consente la “chiusura” definitiva del vaso sanguigno.

Bibliografia
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